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portachiavi cuore in legno di ulivo

portachiavi cuore in legno di ulivo
Fatto a manoSud del Mondo100% Naturale
EURO
6.50
IVA incl.
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rv2027
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PORTACHIAVI CUORE IN LEGNO DI ULIVO

Colore naturale con tonalità assortite dimensioni cm 4,5 x 5
Eleganti e naturali, questi cuori intagliati a mano in sei diversi tipi di legno parlano di calore, amore, amicizia, rispetto per le persone e per l'ambiente. In legno di mango, pino, palissandro

MaterialiLegno
Tipologia oggettoCuore, Portachiave
Tipologia artigianatoOggetti utili, Accessori personali
Descrizione

Un cuore, simbolo di amore per eccellenza! Questa bomboniera è realizzata con tecniche di lavorazione secolari, tramandate di padre in figlio e facenti parte dell'importante patrimonio culturale della zona di Betlemme. Il legno utilizzato è l'ulivo che, oltre ad essere rinomato per la resistenza e le sue belle venature cromatiche, è simbolo della pace; i rami vengono raccolti dagli artigiani dopo la potatura delle piante, ricavando quindi la materia prima in modo sostenibile.

UNA LUNGA TRADIZIONE RISCHIA DI SCOMPARIRE

Per millenni i pellegrini cristiani, musulmani ed ebrei sono andati in Terra Santa. Il loro desiderio di portare con sé un ricordo della loro visita, nei secoli ha incoraggiato e sostenuto le tradizioni locali d’artigianato, come la lavorazione del legno d’olivo per creare oggetti religiosi. L’industria artigianale è stata trasmessa di generazione in generazione, è fortemente radicata nella società e nella cultura palestinese ed è una parte cruciale dell’identità e dell’espressione artistica palestinese. Nella area di Betlemme e nelle due cittadine confinanti di Beit Sahour e Beit Jala i manufatti artigianali sono in pericolo crescente. Gli artigiani non riescono più a sopravvivere e molti stanno cercando di emigrare all’estero alla ricerca di una vita migliore. L’industria artigianale nell’area di Betlemme rischia di scomparire. I motivi della crisi dell'artigianato sono molteplici: la costante agitazione politica, il risultante declino del turismo, e le difficoltà economiche derivanti dall’occupazione.
 

DAI NEGOZI LOCALI AL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE

La Cooperativa Holy Land venne fondata nel 1981 per contrastare il deterioramento  dell’artigianato locale causato dall’occupazione. Durante i primi anni, la cooperativa concentrava i suoi sforzi sulla creazione e sull’espansione dei suoi negozi, come strumento vitale per sostenere i soci e i proprietari di piccoli laboratori durante le stagioni turistiche meno redditizie. Attualmente, a causa del basso numero di pellegrini che visitano la regione e della bassissima produzione di prodotti artigianali, i proprietari dei laboratori non riescono più ad assicurarsi un reddito sufficiente a sostenere le loro famiglie. Holy Land sta cercando di aprirsi sempre più al mercato internazionale, grazie anche al Commercio Equo e Solidale. E' la prima organizzazione palestinese ad essere socia di Wfto.

SUPERARE LE DISCRIMINAZIONI

I principi del Commercio Equo e Solidale prevedono che tutti gli artigiani vengano trattati equamente, indipendentemente da religione, razza o genere. In concreto, questo significa che Holy Land non favorisce un particolare laboratorio semplicemente perché gli artigiani sono cristiani o musulmani. Nelle comunità più tradizionali il ruolo delle donne è solitamente visto come limitato alla sfera domestica, ma le difficoltà economiche crescenti hanno fatto sì che le donne lavorino fuori casa. Grazie a Holy Land le donne vengono remunerate quanto gli uomini, situazione piuttosto rara in un contesto in cui vi sono forti disuguaglianze. Come affermano loro: “Lavorare insieme per pubblicizzare, produrre e vendere i nostri prodotti ci aiuta a superare questo tipo di discriminazione endemica tra cristiani e musulmani, tra uomini e donne”.
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