DICONO DI NOI
DICONO DI NOI... DA “ALTRECONOMIA” N. 65, OTTOBRE 2005, pag. 26-27 “L’altro snack contagia uffici e scuole. Il commercio equo e solidale scopre il vending” di Davide Musso (…) Ma parlando di vending e commercio equo, la vera novità è quella delle Botteghe del Mondo che non si limitano a rifornire di prodotti le aziende tradizionali del settore, ma decidono di diventare gestori veri e propri. Qui il pioniere è Raggio Verde, cooperativa piemontese con sedi in provincia di Biella, Novara e Vercelli. Le prime esperienze nella distribuzione automatica risalgono al 1999: “Abbiamo iniziato un po’ per caso – racconta Stefano La Malfa – perché io conoscevo personalmente un gestore e gli ho proposto di di rifornire di caffè equo le macchinette dell’ufficio dove lavoravo all’epoca”. La cosa ha funzionato e Raggio Verde ha deciso di tentare in proprio: oggi opera nel Biellese (scuole, case di riposo e piccoli uffici) con una sessantina di macchine installate e un fatturato annuo di 120mila euro. I prodotti vanno dal caffè agli snack, alle bevande fredde (come il Guaranito, per esempio): “Proponiamo prodotti del commercio equo e solidale, ma anche biologici, come i succhi dei Monaci di Lanuvio, mentre per l’acqua cerchiamo marchi locali e, come regola di base non trattiamo i prodotti di multinazionali”. Sfruttando l’esperienza che Raggio Verde ha maturato come organizzatore di catering, nei distributori vengono anche inseriti panini freschi (preparati con pane bio). Tutte le macchine sono accompagnate da un cartello informativo sul commercio equo. “E sul fronte dei prezzi cerchiamo di non superare quelli di mercato, anche se questo significa avere margini più bassi, perché la materia prima costa di più”. Quindi, per avere un parametro di riferimento, il caffè viene fatto pagare 30 centesimi, come quello tradizionale (quando, di solito, il caffè fairtrade nei distributori è venduto a 35) (…) Da “IL SOLE 24 ORE – NORDOVEST” del 20 maggio 2005, pag. 2 L’altra economia diversifica – L’equo solidale è un fenomeno in espansione di Carloandrea Finotto (…) Il Raggio Verde, cooperativa nata in Cossato (BI) nel 2001, può essere considerata un modello emblematico della crescita dell’economia etica e solidale. Attiva come associazione dal 1998, ha cominciato l’attività aprendo una bottega di commercio equo . “Oggi – racconta Michele Saccomano, amministratore della coop. – si sono aggiunte la botteghe di Borgomanero (Novara) e Borgosesia (Vercelli) e una seri di attività collaterali”. Una vera e propria forma di diversificazione etica, “in grado – conferma Saccomano – di garantire maggiormente i nostri 13 dipendenti attuali”. I dati del bilancio sociale 2004 confermano la bontà della scelta: 1 milione di euro di fatturato di cui 250 mila solo in acquisti di prodotti equi. Il resto è rappresentato dalle altre attività: “Importiamo direttamente, per le nostre e altre botteghe, prodotti dal Mozambico”, spiega Michele Saccomano, “effettuiamo servizi di catering e di vending, servendo scuole e aziende, commercializziamo in Piemonte prodotti in Mater-Bi (plastica biodegradabile, ricavata dal mais)”. Poi c’è il progetto E-Cotton: il Raggio Verde importa direttamente dal Bangladesh magliette che poi rivende. “L’ultima commessa acquisita è dell’Onu, per un’iniziativa particolare”, dice Saccomano. Le magliette in Bangladesh vengono pagate 1,40 € l’una contro i 30 centesimi offerti dagli altri acquirenti. (…) Da “LA CRISI DI CRESCITA – Le prospettive del Commercio Equo e Solidale” ed. Feltrinelli, gennaio 2004 di Lorenzo Guadagnucci e Fabio Gavelli, pag. 74-5 In un periodo in cui per tutta l’Italia chiudevano le vetrine di alimentaristi, negozi di abbigliamento e casalinghi (l’ufficio studi della Confcommercio ha calcolato che dal 1991 al 2001 sono scomparsa sessantamila negozi al dettaglio, il 7,8% del totale), la rete delle botteghe del mondo si è estesa sempre di più, per merito anche dell’inventiva e della fantasia degli operatori. Nei primi mesi del 1999, alla bottega Raggio Verde di Cossato, in provincia di Biella, viene l’idea di preparare cene nei circoli privati a base di prodotti equi e solidali. I commensali escono soddisfatti, la voce si sparge e ben presto i volontari ricevono proposte di allestire coffe break durante i convegni. Dopo gli spuntini arrivano i buffet per cerimonie e il Raggio Verde si iscrive alla Camera di Commercio avviando una vera e propria attività di catering, che nel 2001 genera un incasso di 56.000 euro (nel 2004 diventano 140.000); la cooperativa acquista una cucina e un furgoncino, quindi procede alle prime assunzioni. Per contagio, l’idea si trasferisce ad altri gruppi e ora il catering equo e solidale sta prendendo piede in varie città: si organizzano cene a tema, pranzi etnici e corsi di cucina. Da “DONNA MODERNA” Dossier matrimonio: il catering e il ricevimento di Laura Bosisio Un pranzo di nozze classico o un buffet di sapore etnico? In entrambi i casi puoi rivolgerti a numerose realtà che offrono servizi professionali con una marcia in più: la solidarietà con persone svantaggiate. Assaggiare per credere. Anche il pranzo di nozze può essere un'occasione di solidarietà. Esistono moltissime cooperative che si occupano del inserimento lavorativo di lavoratori extracomunitari o persone svantaggiate e sono specializzate nella gestione di ristoranti o nella fornitura di catering per ricevimenti. Generalmente offrono un servizio completo, fornendo anche tavoli, sedie e ombrelloni da collocare nello spazio che avrete scelto, ma spesso sono anche in grado di proporre suggestive location come parchi, ville o antichi monasteri. Una delle prime cooperative a specializzarsi nel servizio catering è stata il Raggio Verde di Cossato, Biella, che utilizza prodotti biologici, provenienti da cooperative sociali e dal circuito del Commercio Equo e Solidale. Da “ALTRECONOMIA” Numero 37 marzo 2004 La borsa della spesa che sa di pop-corn di Emilio Novati. (…) Sempre in Piemonte, ma a Cossato (Biella), la cooperativa Raggio Verde, che si occupa di catering equo e solidale, ha adottato anch'essa il Mater-Bi per le stoviglie a perdere. Anche in questo caso c'è un problema di prezzi, ma l'uso di materiali biodegradabili è ritenuto qualificante e irrinunciabile, tanto che la cooperativa si è assunta il ruolo di agente per il Piemonte della ditta che produce piatti, bicchieri e posate (lo "Scatolificio del Garda", che ha una linea di prodotti in plastica bio degradabile. Informazioni su www.sdg-bri.it). La cooperativa (per contattarli scrivete all'indirizzo ascsa@tin.it) rivende prodotti in bioplastica in confezioni da un migliaio di unità circa (un esempio: mille tazzine da caffè a 72 euro), ma se andate in Bottega si possono anche acquistare quantitativi inferiori, se state preparando una festa o un ricevimento. Da “BAZARWEB” Questo matrimonio s'ha da fare! Sposarsi in modo equo e solidale. Per un amore che rispetti anche gli altri di Elisa Barbini Il matrimonio equo e solidale rappresenta una valida alternativa alle + classiche (e dispendiose) nozze: soddisfa ogni esigenza organizzativa e offre prodotti di qualità indiscutibile. E' un modo per vivere in maniera diversa, e comunque memorabile, un giorno tanto speciale, dedicando un pensiero a chi è meno fortunato. E poi si sa: il finale di ogni favola che si rispetti recita “…e vissero TUTTI felici e contenti”. Lista di nozze Le Botteghe del Mondo creano la vostra lista di nozze con prodotti provenienti dal Sud del mondo o da cooperative sociali che impiegano persone disagiate. Le proposte: dai tessuti e la biancheria per la casa ai mobili, ai servizi da tavola etc. Per conoscere la Bottega del Mondo più vicina a voi cliccate www.assobdm.it o www.altromercato.it Da segnalare anche: “AltroSpazio Coop” (a Linate): 02.9371079 o www.altrospazio.it; le botteghe della Cooperativa Pace e Sviluppo (0422.301424 o www.pacesviluppo.it). Potete anche scegliere un progetto di sviluppo per il Sud del mondo: lo proponete ai vostri invitati e chi vuole sostenerlo farà il proprio versamento. Rivolgetevi al CISV (Comunità Impegno Servizio Volontariato): tel. 0118993823 o www.arpnet.it/cisv/ Bomboniere Oltre alle consuete Botteghe, potete contattare associazioni/ong/onlus: il ricavato dalla vendita delle bomboniere va a sostenere progetti di solidarietà. Qualche suggerimento: Cooperativa Il Raggio Verde (015925584 / 032282974 o www.raggioverde.com); Chiama l'Africa (0721865159 o www.chiamalafricafano.org); Telefono Azzurro (051.225222 o www.azzurro.it). Abiti per gli sposi Affidatevi alla sartoria della cooperativa sociale Vita (Verona), dove lavorano donne sole con figli e persone disagiate: 0458034931 o www.coovita.altervista.org Potete fare un salto al negozio “Di mano in mano” (Milano), gestito dall'Associazione Comunità e Famiglia, che risponde ai numeri 022150945 o 3334741314. I proventi delle vendite sono impiegati per gli scopi dell'associazione. Rinfresco Il servizio catering, è proposto da molte BdM e cooperative sociali. I menù proposti spaziano da quello locale a quello biologico a quello etnico. Provate a contattare la già citata cooperativa “Il raggio verde” allo 0158123052 o scrivete a catering@raggioverde.com: gli ingredienti usati sono rigorosamente biologici o provenienti dal commercio equo e solidale o da cooperative aventi finalità etico-sociali. Viaggio di nozze Una luna di miele responsabile (di coppia o in gruppo) è all'insegna del rispetto delle comunità locali ospitanti, del confronto tra culture diverse, e a basso impatto ambientale. Momenti per l'intimità e il relax garantiti. Unici requisiti: sensibilità e mente aperta. Contatti: l'AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile): www.aitr.org (non è un tour operator: sul sito trovate le organizzazioni che si occupano di viaggi solidali); Viaggi e Miraggi (0422304242 o www.viaggiemiraggi.org).; Pindorama (0239218714 o www.pindorama.org). Da CARTA “Strani movimenti nel guardaroba” numero 25, 11 luglio 2004, di Gianluca Carmosino UN’ARTISTA STRAVAGANTE come Serpica Naro, c’è da scommetterci, troverà molto interessante il talento di artigiani emergenti, come i romani di «Critical shirts» e i bengalesi di Aarong. Del resto, il blitz della presunta stilista nipponica, con il quale lo scorso febbraio è stata presentata la «collezione» dei precari della moda durante la settimana di sfilate milensi, altro non era che una modo per tutelare i diritti di tutti i lavoratori. E anche Critical shirts, l’associazione di grafici e artigiani della serigrafia sul tessuto oggi disoccupati, e Aarong, la rete di cooperative che diffonde i prodotti [per lo più magliette e felpe] attraverso il circuito del commercio equo, sono una originale provocazione al mercato del tessile che sfrutta il lavoro di milioni di persone. Quelli di Critical shirts sono convinti che il tessile sia uno dei settori più a rischio di sfruttamento e violazione dei diritti umani, a causa della delocalizzazione delle produzioni nei paesi del sud del mondo. «Per questo abbiamo avviato un progetto di diffusione di prodotti del mercato equo, che allo stesso tempo crei possibilità occupazionali non precarie nel nostro territorio», spiega Bruno, uno dei tre soci fondatori dell’associazione con Paola e Antonello. La precedente esperienza di Bruno con la cooperativa «Made in Jail», altro originale progetto che dal 1988 coinvolge centinaia di detenuti in un laboratorio per la stampa di immagini e slogan su T-shirt, è stata utile per la scelta di Critical di collaborare con organizzazioni del commercio equo come Raggio Verde di Cossato [Biella], ma anche con cooperative sociali romane come Abc [che offre opportunità di lavoro a ragazzi con disabilità] e I Ranozoi [nata nel quartiere periferico Bastogi]. Un progetto, dunque, che ha favorito la crescita di una piccola filiera del tessile, attenta ai diritti di tutti e capace di convincere centinaia di consumatori: e lo dimostra il successo di magliette come «Giorgio Armare» e «Vèrsace un altro litro», diffuse da Critical all’ultima affollata Festa dell’Altra Economia. Anche il progetto Aarong, che significa «villaggio giusto», propone una filiera equa, alla quale partecipano più di trentamila artigiani [l’85 per cento donne]. Aarong è una ramificazione di Bangladesh rural advancement committee, Ong nata nel 1972 per sostenere i rifugiati del Bangladesh di ritorno dall’India dopo la guerra di liberazione. Raggio Verde, Altra Qualità e Ctm Altromercato da diversi anni importano le bellissime magliette, ma anche numerosi altri capi di abbigliamento[vedi box], preparate dalle artigiane di Aarong. Tutti i progetti di «E-cotton» prevedono la possibilità della stampa personalizzata e l’imballaggio è privo di plastica. Accanto alle magliette importate da Raggio Verde e stampate da Critical shirts per la linea umoristica, ci sono quelle colorate chegiocano con parole e pensieri, tra gli altri, di Martin Luther King e di Julius Nyerere. Nessuna di quelle magliette è però in colore bianco candido, perché il cloro e gli altri agenti sbiancanti sono tra i peggiori inquinanti. Del resto, il bianco non piace neanche a Serpica |